SCUOLA CALCIO FRANCO SCARIONI 1925
CENTRO FORMAZIONE ATALANTA B.C.

PIANO OFFERTA FORMATIVA  P.O.F. 

PREMESSA
L’attività calcistica giovanile della società Scarioni è regolata sulla base dei principi dalla Carta dei diritti dei ragazzi allo Sport (Ginevra 1992 – Commissione Tempo Libero O.N.U.) in appresso indicata, e secondo i comandi espressi dal comunicato ufficiale n°1 del settore giovanile e scolastico della FIGC, al fine di assicurare a tutti i bambini e bambine:

  • IL DIRITTO DI DIVERTIRSI E GIOCARE;
  • IL DIRITTO DI FARE SPORT;
  • IL DIRITTO DI BENEFICIARE DI UN AMBIENTE SANO;
  • IL DIRITTO DI ESSERE CIRCONDATI ED ALLENATI DA PERSONE COMPETENTI;
  • IL DIRITTO DI SEGUIRE ALLENAMENTI ADEGUATI AI LORO RITMI;
  • IL DIRITTO DI MISURARSI CON I GIOVANI CHE ABBIANOLE LORO STESSE POSSIBILITA’ DI SUCCESSO;
  • IL DIRITTO A PARTECIPARE A COMPETIZIONI ADEGUATE ALLA LORO ETA’;
  • IL DIRITTO DI PRATICARE SPORT IN ASSOLUTA SICUREZZA;
  • IL DIRITTO DI AVERE I GIUSTI TEMPI DI RIPOSO;
  • IL DIRITTO DI NON ESSERE UN “ CAMPIONE”

L’U.E.F.A, nel trattare argomentazioni che riguardano il calcio giovanile e di base in particolare, ha sottolineato i concetti espressi nella carta dei diritti, e per darne più significato li ha evidenziati in un decalogo che si ritiene utile proporre in questo Regolamento:

  • IL CALCIO E’ UN GIOCO PER TUTTI;
  • IL CALCIO DEVE POTER ESSERE PRATICATO DOVUNQUE;
  • IL CALCIO E’ CREATIVITA’;
  • IL CALCIO E’ DINAMICITA’;
  • IL CALCIO E’ONESTA’;
  • IL CALCIO E’ SEMPLICITA’;
  • IL CALCIO DEVE ESSERE SVOLTO IN CONDIZIONI SICURE;
  • IL CALCIO DEVE ESSERE PROPOSTO CON ATTIVITA’ VARIABILI;
  • IL CALCIO E’ AMICIZIA;
  • IL CALCIO E’ UN GIOCO MERAVIGLIOSO;
  • IL CALCIO E’ UN GIOCO POPOLARE E NASCE DALLA STRA DA...

IL NOSTRO MANDATO (valori e finalità della nostra società)
La S.S Franco Scarioni ha ideato e organizzato la propria attività di scuola calcio mettendo il giovane calciatore al centro del progetto. Tale prospettiva ha tre obiettivi principali da conseguire:

  • l’adeguato sviluppo psico-motorio,
  • la formazione tecnico-coordinativa
  • lo sviluppo di un pensiero tattico-strategico
  • la costruzione umana del giovane calciatore

con questa visione il nostro gruppo di lavoro ha l’intento di costruire un’esperienza sportiva completa e educativa le cui basi sono il rispetto delle regole, la collaborazione e la condivisione, la passione e la disciplina, la conoscenza del proprio corpo e delle emozioni e soprattutto la gioia e la felicità di praticare il gioco del calcio; sostenere l’importanza della valenza educativa del GIOCO e del divertimento è uno dei principi fondanti della nostra scuola calcio.
Il GIOCO diventa in questa visione un momento di apprendimento dove il giovane calciatore sperimenta nuove esperienze e acquisisce competenze a livello motorio, tecnico, cognitivo e sociale. Il gioco prevede regole che vanno osservate, condivise e rispettate perché si possa da esso conseguire esperienze utili e abilità spendibili, quindi giocare ha una sua serietà e necessità di un impegno importante. Educare tramite il gioco permette di introiettare regole sociali e comportamentali importanti, migliora la motivazione all’apprendimento e porta il giovane atleta a divertirsi anche dove è necessaria fatica, concentrazione, attenzione e tutte quelle caratteristiche che fanno dello sport un’agenzia formativa di grande rilievo.
Altro scopo importante della nostra scuola calcio è quello di realizzare un rapporto di comunicazione costruttivo e trasparente tra i vari livelli della società e i genitori, nel quale la crescita fisica e psicologica dei loro figli possa trovare il substrato ideale per svilupparsi. Tale orientamento necessita di un rispetto dei ruoli e di una forte assunzione di responsabilità delle figure adulte coinvolte con l’intento di costruire regole chiare condivise e incisive ed essere da esempio per colore che pretendono di educare; diventa pertanto importante per chi lavora a vario titolo con i bambini, con i giovani e con le loro famiglie migliorare continuamente la propria formazione tecnica, psico-pedagogica, didattica e relazionale.
Con questa visione di insieme la società Franco Scarioni si impegna a perseguire e promuovere condizioni di benessere del giovane calciatore, spendendo tutte le energie ideative e operative per garantire una crescita calcistica di tutti i suoi iscritti

COMUNICAZIONE e RAPPORTI CON I GENITORI
Nel progetto della nostra scuola calcio e nell’attività di base, il bambino e il giovane sono messi in posizione di primaria importanza, tale centralismo deve essere costantemente promosso e monitorato da tutte le figure adulte coinvolte; il ruolo educativo dei genitori, degli istruttori, dei dirigenti, dei responsabili e di tutto il sistema coinvolto deve essere improntato sul saper agire e pensare in modo corretto e rispettoso. Tale struttura relazione poggia la sua efficacia sulla costruzione di regole semplici chiare e il più possibile condivise, solo linee di orientamento comuni e accettate permettono di non cadere in conflitti difficilmente gestibili e il più delle volte distruttivi per il giovane calciatore.

Alla costruzione delle regole segue di riflesso una dettagliata comunicazione delle stesse, importante è far conoscere principi, linee generali e percorsi che la società Franco Scarioni adotterà per migliorare costantemente la crescita dei giovani che ci verranno affidati. L’ambiente di una società sportiva è una garanzia importante nello sviluppo di un giovane, è un luogo sociale nel quale interagire e fare esperienze e nel quale incontrare modelli affettivi, sociali e culturali differenti da quelli del proprio contesto famigliare; è per questo indispensabile che il genitore riconosca alla società sportiva questo mandato e che la stessa monitori regolarmente la direzione intrapresa.

Tale premessa rende necessario un investimento importante che la società Franco Scarioni fa e farà per formare al meglio istruttori e responsabili, ritenendo questi gli anelli fondamentali per l’applicazione degli orientamenti fino a qui descritti. Un’attenzione al sistema di crescita del giovane diventa una chiave importante anche nel suo sviluppo didattico, è fondamentale che gli atleti si sentano compresi, orientati, stimolati e quando necessita anche ripresi da coloro che li istruiscono sia sul piano calcistico che umano. Una comunità educante capace di dialogare, rappresenta un punto di riferimento indispensabile in grado di facilitare il giovane nel suo processo di crescita, al contrario di un conflitto tra sistemi (Società-Famiglia, Istruttore-Famiglia, Istruttore-Allievo, ecc. ) che può generare soltanto confusione e difficoltà.

Una corretta informazione è necessaria per sviluppare tale visione e per permettere che suddetti orientamenti filosofici si sviluppino in azioni operative concrete e riconoscibili. Far conoscere alle famiglie ciò che offre la nostra scuola calcio e ciò che sono le sue progettualità attuale e futura significa costruire un percorso reale che possa creare condizioni di condivisione e collaborazione fra le parti del sistema/comunità: la promozione di occasioni di incontro e confronto, l’utilizzo di strumenti comunicativi (vedi sito) e l’applicazione dei nostri programmi sono i sostegni pratici al nostro disegno di idee.

Per tutti i nostri iscritti il Direttore Tecnico e il Direttore Sportivo si riservano, a nome della società, la possibilità di indire dei colloqui personali a fine stagione, al fine di illustrare le scelte societarie in merito al proseguimento dell’attività calcistica del bambino presso la SS Scarioni e/o di consigliarne delle valide soluzioni alternative. In ogni periodo dell’anno, I responsabili possono richiedere direttamente un colloquio con i genitori di un tesserato di qualsiasi categoria qualora il bambino/ragazzo mostrasse seri problemi di ambientamento e comportamento in gruppo. Anche i genitori in qualsiasi periodo della stagione possono richiedere un colloquio con i responsabili dell’attività. Eventuali delucidazioni di carattere sportivo (conduzione dell’allenamento ecc.) sono richiedibili solamente al responsabile tecnico. Non è consentito parlare direttamente con l’istruttore del bambino, in quanto, quest’ultimo, segue le direttive impartite dai suoi responsabili.

IL GIOVANE ATLETA E IL PERCORSO FORMATIVO
L’essenza e l’apparenza di un bambino è lontana dal poter essere paragonata a quella di un adulto. Il giovane ha il proprio modo di comprendere, sperimentare, apprendere, fantasticare, esercitare e la sua modalità è diversa e a volte divergente da quella dell’adulto; le caratteristiche individuali di ogni bambino lo fanno poi più adatto e idoneo ad una pratica sportiva rispetto ad un’altra e ognuno di loro trova la modalità di espressione migliore in una disciplina sportiva specifica. Per questo diventa importante la modalità con la quale un insegnante trasmette competenze, conoscere i canali  e i modi con cui i bambini imparano ne facilita le conoscenze e ne fortifica l’autostima, capire in fretta se una bambino esprime al meglio le proprie caratteristiche all’interno di questa specifica disciplina può permettere al ragazzino stesso di non perdere stimoli e tempo e di orientarsi verso attività a lui appropriate e motivanti. 

Tutti i bambini giocano ma lo sport infantile prevede e supera il gioco stesso poiché, a differenza di questo, propone l’ acquisizione razionalizzata e funzionale di azioni motorie e tecniche, determinando nel bambino una relazione con le cose, le situazioni e le persone non soltanto fantastica, ma anche realistica. Praticare uno sport vuol dire imparare e adottare determinate strategie giocando e divertendosi e imparando a canalizzare in forme socialmente accettabili e educativamente significative quelle forme psichiche e emotive ancora autocentrate, esperienze queste indispensabili per passare dall’ antagonismo al “ co-agonismo “.

L’insegnamento calcistico deve quindi mantenere il carattere imprescindibile del gioco sfruttandone le caratteristiche creative e sociali e preparando il bambino ad uno sviluppo della gestualità e delle capacità psico-motorie indispensabili per diventare un futuro calciatore e un valido essere sociale all’interno della comunità.

Naturalmente la possibilità di una fruizione positiva dell’ attività sportiva da parte del bambino è strettamente legata alla presenza di un operatore che abbia certe capacità, conoscenze ed atteggiamenti. Per l’ ottenimento di un più alto livello di maturazione psicologica  e motoria del bambino sportivo (ORLICK e BOTTERILL) si raccomanda:il continuo mutamento di ruoli e posizioni di gioco scoraggiando la specializzazione precoce;

  • evitare ogni automazione del gesto sportivo, favorire la naturale plasticità neurale delle cellule celebrali;
  • allontanare le eccessive sollecitazioni emotive ambientali dall’ agonismo infantile;
  • scoraggiare la critica nei confronti dei mini-atleti e tra di essi;
  • rinforzare generosamente i comportamenti positivi;
  • fare opera di dissuasione verso le aspettative irragionevoli che gli adulti possono manifestare nei confronti dell’ attività sportiva.

METODOLOGIA E DIDATTICA
La nostra metodologia trova la sua applicazione nel lungo periodo, la costruzione di un giocatore è un percorso decennale. Un efficace metodo di lavoro non raccoglie frutti dall’oggi al domani, non mette il risultato della gara o della competizione sopra ogni cosa, non esaspera le eventuali possibilità di successo, non fa drammi davanti all’errore o alla sconfitta, un corretto metodo di lavoro si programma, si studia, si valuta, si aggiorna si pone obiettivi realistici e prova a raggiungerli, si mette in discussione.  Per rendere trasparenti le informazioni sulla nostra metodologia di lavoro ne definiamo in seguito le principali linee teoriche e operative:

  • Formazione e monitoraggio costante degli istruttori della scuola calcio. La formazione terrà conto oltre che delle competenze tecnico-tattiche anche di metodi e mezzi didattici che sollecitino adeguatamente i meccanismi neurofisiologici dei giovani calciatori in linea con il loro stadio di sviluppo psico-fisico.
  • Migliorare la capacità di apprendimento del piccolo calciatore per mezzo di attività che stimolino le capacità di concentrazione e attenzione, le capacità di problem solving, le capacità di elaborazione strategica e funzionale e le capacità cognitive globali.
  • Sollecitare e rendere funzionali gli schemi motori di base e le abilità coordinative e motorie.
  • Rafforzare gli apprendimenti positivi e i giusti comportamenti sociali tramite il metodo educativo del rinforzo. Si premia non si punisce, si aumenta l’autostima e si evita l’autocompiacimento e il senso di inadeguatezza.
  • Utilizzo del metodo induttivo nel quale il piccolo calciatore deve trovare la propria modalità per risolvere svariate situazioni di gioco.
  • Utilizzo di sedute di allenamento a stazioni ad elevato lavoro situazionale con carichi tecnici, tattici, fisici sia progressivi che flessibili all’interno di un setting temporale e spaziale mutabile a seconda delle esigenze.
  • Lavoro sui prerequisiti e sullo sviluppo a fasi progressive di una determinata abilità (progressione didattica), mettendo la stessa in condizioni esecutive differenti e sempre più vicini alla situazione partita. Questo attraverso un’alternanza e un passaggio da situazioni stabili prevalentemente tecniche (senza avversario o avversario semi-attivo) a situazioni flessibili e dinamiche ( con avversario ) o didatticamente, attraverso l’utilizzazione di un metodo prevalentemente induttivo, per sollecitare lo sviluppo del ”Pensiero Tattico”, utilizzando uno stile di insegnamento adeguato e correlato con tale metodo.
  • Le proposte didattiche si articoleranno in lezioni dove viene privilegiato il lavoro simultaneo per aumentare al massimo il tempo di attività e diminuire i tempi morti ( circuito a stazioni) e per rendere la lezione motivante e curioso verranno inserite le ”Varianti”, che sono un mezzo metodologico molto importante che l’istruttore ha per poter adattare l’attività del gruppo alla situazione oggettiva ( più facile – più difficile ), variando lo spazio utilizzato, le distanze, le modalità di esecuzione, i percorsi, , il numero, i compiti dei giocatori, il tipo di materiale, il modo di fornire informazioni (segnali visivi, acustici, ecc. ).
  • Nella programmazione annuale delle attività sono previsti momenti di verifica/valutazione effettuati dalla Direzione tecnica

Gli obiettivi principali da perseguire all’interno del nostro metodo di lavoro sono così riassumibili:

CATEGORIE

PICCOLI AMICI

PULCINI

ESORDIENTI

GIOVANISSIMI

ALLIEVI

ETÀ

5-8

8-10

10-12

12-14

 15-17

PRINCIPI EDUCATIVI

Allenamento = Attività ludica

Partita = partecipano incondizionatamente tutti

Risultato = viene privilegiato quello sportivo/formativo

 

Allenamento = Attività motoria aspecifica

Partita = si partecipa secondo la logica del turn over

Risultato = si ricerca il giusto equilibrio tra quello sportivo/formativo e quello agonistico

 

Allenamento = Attività motoria specifica

Partita = si partecipa secondo la logica agonistica

Risultato = viene privilegiato quello agonistico

 

FINALITÀ DA PRIVILEGGIARE

Educazione motoria di base (condotte motorie di base)

 

Gioco sport calcio

 

Avviamento al calcio

 

Inizio specializzazione calcistica

 

Specializzazione calcistica

OBIETTIVO GENERALE

Educare le abilità tecniche

 

Educare le capacità di vedere, capire e scegliere

Sviluppare le abilità tecniche

 

Sviluppare le capacità di vedere, capire e scegliere

Arricchire le abilità tecniche

 

Arricchire la tattica individuale

 

Acquisire la tattica di squadra

Consolidare le abilità tecniche

 

 

Consolidare la tattica individuale

 

Sviluppare la tattica di squadra

Perfezionare le abilità tecniche

 

 

Perfezionare la tattica individuale

 

Consolidare la tattica di squadra

 

GLI OBIETTIVI DELLE SINGOLE CATEGORIE
La società Scarioni, attraverso il lavoro coordinato tra Direzione tecnica, sportiva e generale, sviluppa delle linee guida per singola categoria atte a dare orientamenti metodologici e organizzativi agli istruttori/educatori in modo da incidere al meglio nella crescita formativa dei nostri iscritti. Le linee guida pur avendo specifiche per categoria sono sviluppati con una finalità comune e sono connesse le une alle altre, in una visione globale del percorso di formazione dei quattro fattori della prestazione: a) fisico-atletico b) tecnico-coordinativo c) tattico-strategico d) psicologico/motivazionale. In seguito verranno riportati sinteticamente gli obiettivi principali:

CATEGORIA PICCOLI AMICI

COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI):

L’obiettivo generale di questa fascia d’età e quello di educare i comportamenti motori generali (schemi di base e abilità coordinative generali) che faranno da base solida per lo sviluppo delle abilità motorie più complesse e specializzate; su questi prerequisiti si imposterà l’apprendimento delle abilità coordinative specifiche deputate alla scelta del movimento, alla direzione e al suo controllo e alla gestione tecnica del pallone.

Obiettivi specifici sono:

  • Correre in spazi delimitati
  • Lanciare palle di varie dimensioni
  • Saltare in alto e in lungo
  • Afferrare palle di varie dimensioni
  • Rotolarsi e tuffarsi
  • Guidare la palla
  • Calciare la palla
  • Ricevere la palla
  • Dribblare un avversario

COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:

  • Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
  • Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
  • Si accerta dei prerequisiti necessari
  • Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
  • Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
  • Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
  • Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
  • Propone giochi divertenti e variegati con importante carico cognitivo e motorio adatto all’età

La società Franco Scarioni si impegna entro le prime annate del nuovo progetto a predisporre per questa categoria istruttori che abbiano qualifiche e predisposizione didattica adeguate alle necessità psico-pedagogiche e motorie dei più piccoli e che facciano delle capacità animative/relazionali e delle competenze sullo sviluppo motorio e cognitivo le basi dell’insegnamento.

CATEGORIA PRIMI CALCI

COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI):

L’obiettivo generale di questa fascia d’età e quello di sviluppare gli apprendimenti acquisiti in precedenza, il bambino tramite il gioco propedeutico si trova ad affrontare esperienze motorie e cognitive in grado di stimolare nuove esperienze

Obiettivi specifici sono:

  • Lanciare la palla
  • Guidare la palla
  • Calciare la palla
  • Ricevere la palla
  • Correre e lanciare la palla
  • Guidare e calciare la palla
  • Dribblare
  • Finte di corpo
  • Tattica individuale in fase di possesso e non possesso

COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:

  • Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
  • Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
  • Si accerta dei prerequisiti necessari
  • Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
  • Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
  • Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
  • Facilità l’arricchimento e l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite

CATEGORIA PULCINI 1°ANNO

COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI):

L’obiettivo generale di questa fascia d’età e quello di arricchimento degli elementi acquisiti nelle fasce precedenti con graduale passaggio dalla coordinazione generale a quella specifica.

Obiettivi specifici sono:

  • Lanciare la palla
  • Guidare la palla
  • Calciare la palla
  • Ricevere la palla
  • Correre e lanciare la palla
  • Guidare e calciare la palla
  • Correre e ricevere la palla
  • Ricevere e calciare la palla
  • Ricevere e guidare la palla
  • Tattica individuale in fase di possesso e non possesso
  • Collaborazione

COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:

  • Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
  • Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
  • Si accerta dei prerequisiti necessari
  • Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
  • Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
  • Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
  • Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite

CATEGORIA PULCINI 2°ANNO

COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI):

L’obiettivo generale di questa fascia d’età è sviluppare in termini complessi le abilità educate in precedenza, in modo che il giovane calciatore possa far proprio un comportamento motorio e un pensiero strategico funzionale alla situazione di gioco.

Obiettivi specifici sono:

  • Potenziamento di tutte le combinazioni di abilità apprese
  • Saper contrastare l’avanzare dell’avversario
  • Saper proteggere la porta e la zona tiro
  • Saper recuperare la palla
  • Saper conservare il possesso di palla individuale
  • Finte di corpo
  • Dribbling
  • Tattica individuale in fase di possesso e non possesso
  • Propedeutica alla tattica collettiva
  • Saper risolvere situazioni di gioco
  • Collaborare con i compagni
  • Dal 5c5 al 7c7 libero

COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:

  • Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
  • Rende i bambini partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
  • Si accerta dei prerequisiti necessari
  • Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
  • Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette
  • Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
  • Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
  • Promuove abilità di problem solving e capacità senso percettive

ESORDIENTI 1°ANNO:

COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI):

L’obiettivo generale di questa fascia d’età è l'arricchimento tecnico e tattico/strategico, gli allievi si sottoporranno più volentieri ad esercitazioni tecniche di tipo analitico e situazionale, che presuppongono alto numero di ripetizioni; questo anche dal momento che i fattori motivazionali, riguardanti la prestazione, sono in aumento rispetto alla categoria pulcini. I momenti ludici dovranno pur sempre costituire una parte essenziale della seduta di allenamento tecnico, in quanto il gioco sarà ancora sentito quale improrogabile esigenza vitale. Passando gradatamente dal facile al difficile, si cercherà di far interiorizzare l'esecuzione di tutti i fondamentali tecnici e l’arricchimento del pensiero tattico del ragazzo. Anche in questa categoria verrà dato un rilevante spazio alle capacità coordinative con sempre maggiore specificità.

Obiettivi specifici sono:

  • Dominio del pallone in diverse situazioni di gioco
  • Trasmissione della palla in diverse situazioni di gioco
  • Calciare la palla in diverse situazioni di gioco
  • Dribbling e sviluppo delle varie finte di corpo
  • Contrasto frontale , laterale, in scivolata
  • Principi difensivi specifici
  • Principi offensivi specifici
  • Sviluppo principi tattici generali (primi concetti di tattica collettiva ma legata ancora saldamente a principi specifici)
  • Occupazione funzionale dello spazio di gioco in relazione con la palla, il compagno, l’avversario e il tempo della giocata
  • Miglioramento della reattività neuromuscolare e rapidità di movimento
  • Miglioramento della forza veloce

COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:

  • Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
  • Rende gli allievi partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
  • Si accerta dei prerequisiti necessari
  • Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
  • Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette e promuovendo un feedback negli allievi
  • Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
  • Adattamento spazio temporale
  • Lettura della situazione di gioco
  • Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
  • Promuove abilità di problem solving e capacità senso percettive
  • Motiva l’allievo allo sforzo e alla reattività fisica e cognitiva

ESORDIENTI 2°ANNO: (12 anni)

COSA SI INSEGNA (OBIETTIVI):

L’obiettivo generale di questa fascia d’età è l'apprendimento tecnico e tattico all’interno di concetti di gioco collettivo. La categoria esordienti 2°anno si appresta ad apprendere e sperimentare quella che è la reale struttura del gioco del calcio di tipo competitivo e agonistico.

Obiettivi specifici sono:

  • Dominio del pallone in diverse situazioni di gioco
  • Trasmissione della palla in diverse situazioni di gioco
  • Calciare la palla in diverse situazioni di gioco
  • Dribbling e sviluppo delle varie finte di corpo
  • Contrasto frontale , laterale, in scivolata
  • Sviluppo dello spazio proiettivo
  • Principi difensivi specifici
  • Principi offensivi specifici
  • Sviluppo principi tattici generali (primi concetti di tattica collettiva ma legata ancora saldamente a principi specifici)
  • Sviluppo principali moduli di gioco.
  • Occupazione funzionale dello spazio di gioco in relazione con la palla, il compagno, l’avversario e il tempo della giocata
  • Miglioramento della flessibilità
  • Miglioramento della capacità aerobica
  • Miglioramento della reattività neuromuscolare e rapidità di movimento
  • Miglioramento della forza veloce

COME INSEGNA L’ISTRUTTORE:

  • Sceglie gli stimoli più adatti a produrre risposte attentive
  • Rende gli allievi partecipi degli obiettivi d’apprendimento che dovranno raggiungere
  • Si accerta dei prerequisiti necessari
  • Sceglie i contenuti adeguati per il raggiungimento degli obietti
  • Guida con suggerimenti e domande, rinforzando le risposte corrette e promuovendo un feedback negli allievi
  • Dispone situazioni stimolo atte a sollecitare il transfer delle abilità apprese
  • Adattamento spazio temporale
  • Lettura della situazione di gioco
  • Facilità l’immagazzinamento in memoria delle abilità acquisite
  • Promuove abilità di problem solving e capacità senso percettive
  • Motiva l’allievo allo sforzo e alla reattività fisica e cognitiva

LA FORMAZIONE DEGLI ISTRUTTORI

Lo staff di istruttori della SS Scarioni è composto prevalentemente da laureati o laureandi presso l’Università Scienze Motorie ; questa idea è stata portata avanti nel corso degli anni per offrire e mettere a disposizione dei bambini e delle loro famiglie competenze e conoscenze specifiche per il corretto sviluppo psico-fisico del “piccolo calciatore” . Oltre ai tradizionali corsi federali ( CONI-FIGC – UEFA C – UEFA B ) lo staff è soggetto nel corso della stagione ad aggiornamenti tecnici svolti direttamente all’interno della Società dal responsabile tecnico e da persone esterne qualificate provenienti anche dalla società Atalanta BC, in quanto a loro affiliati.

NORME DI COMPORTAMENTO

Le norme sotto riportate, che dovranno essere rigorosamente osservate da allievi, genitori e famigliari, hanno lo scopo di far svolgere l’attività della società in modo serio e corretto, in modo da favorire la realizzazione del progetto didattico-sportivo educativo indirizzato alla formazione dei nostri giovani allievi.

  • gli allievi che hanno sottoscritto il cartellino di durata annuale unitamente ai propri genitori, non possono firmare un altro cartellino nella stessa stagione sportiva, pena il deferimento agli Organi di Giustizia Sportiva della Federazione Italiana Giuoco Calcio e conseguenti sanzioni disciplinari;
  • il materiale deve essere sempre pulito ed in ordine sia durante gli allenamenti che durante le gare;
  • le borse debbono essere lasciate obbligatoriamente negli spogliatoi e non per terra o nei campi di gioco;
  • il completo da gioco, consegnato all’inizio della stagione deve essere sempre indossato negli allenamenti, durante le gare o in particolari manifestazioni;
  • il K. Way deve essere sempre portato in borsa, per essere utilizzato, su richiesta dell’istruttore, qualora le condizioni atmosferiche lo richiedessero;
  • tutti gli allievi dovranno comunicare telefonicamente in Segreteria l’assenza agli allenamenti e alle partite;
  • non sarà consentito all’allievo di svolgere l’allenamento con una divisa diversa da quella ufficiale ad eccezione dei casi previsti;
  • per la propria incolumità personale gli allievi non debbono portare anelli, orologi e orecchini in genere, sia durante gli allenamenti che durante le gare;
  • gli allievi dovranno mantenere sempre comportamenti e atteggiamenti corretti, leali e sportivi sia in campo che fuori;
  • per motivi igienici e per evitare confusione o assembramenti l’ingresso negli spogliatoi, all’inizio e al termine dell’allenamento, non è consentito ai genitori;
  • i genitori potranno conferire, in ogni momento, soltanto con la Segreteria. Potranno chiedere, previo appuntamento, di poter incontrare Direzione tecnica e sportiva. Con gli Istruttori i rapporti dovranno essere solo di stima e fiducia reciproca; non sono assolutamente ammesse, infatti, interferenze o ingerenze tecnico-sportive
  • non è consentito inoltre ai genitori e famigliari assumere, sia durante gli allenamenti che durante le gare, atteggiamenti antisportivi o comunque lesivi del buon nome della Società;
  • i genitori e gli allievi potranno avere notizie e informazioni di vario genere attraverso la lettura dei comunicati affissi nelle bacheche della Società.
  • le convocazioni per le gare ufficiali saranno affisse alla bacheca della Società e inviate tramite mail e whatsapp in tempi compatibili con lo svolgimento delle gare medesime.

La non osservanza delle norme del presente regolamento, può essere oggetto di provvedimenti da parte della società, con particolare riguardo al tipo di omissione commessa e alla sua influenza sul percorso didattico.

NORME SULLA SICUREZZA

  • Spogliatoi: l’ingresso agli spogliatoi degli impianti sportivi in cui la Scarioni svolge le sue attività è previsto 15 minuti prima dell’inizio della seduta di allenamento. Prima di tale orario, non sono garantiti l’accesso e la disponibilità dei locali spogliatoio e la supervisione di un membro dello staff della Società. Tutti gli spogliatoi sono dotati di docce interne, di cui è disponibile l’utilizzo. Tuttavia, lo staff della SS Scarioni non fornirà assistenza agli spogliatoi al termine della seduta. Quindi, è obbligatoria la presenza di un accompagnatore all’interno degli spogliatoi.
  • Campi di Allenamento: per i bambini iscritti: non è possibile accedere ai campi di allenamento fino all’ora stabilità per l’inizio delle seduta. L’ingresso è sempre effettuato dallo staff, quindi è vietato l’ingresso ai campi da gioco se non espressamente autorizzati e/o accompagnati da un membro dello staff tecnico. Ai genitori non è consentito l’accesso ai campi da gioco.
  • Comportamento all’interno dell’impianto: 1) La seduta di allenamento può essere seguita solo ed esclusivamente dalle tribune o dal parterre esterno al campo. 2) Durante lo svolgimento della seduta di allenamento non è ammesso richiamare a se il bambino ed interferire con le indicazioni fornite dall’istruttore. 3) Al termine della seduta ogni bambino viene riconsegnato direttamente ai genitori previo riconoscimento da parte del bambino stesso. Perciò, è necessario che il genitore sia fisicamente presente al momento dell’uscita. In caso di ritardo previsto o di delega al ritiro del bambino è obbligatorio informare anticipatamente i responsabili dello staff. 4) L’istruttore non è tenuto a fornire indicazioni riguardanti l’andamento calcistico del Per qualsiasi informazione, chiarimento o segnalazione rivolgersi direttamente ai responsabili dello staff tecnico. 5) In caso di convocazione a eventi sportivi o istituzionali in cui la società è direttamente coinvolta è necessario presentarsi con l’abbigliamento ufficiale fornito dalla società.
  • Comunicazioni: tutte le comunicazioni relative agli eventi e alle attività riguardanti la stagione sportiva saranno trasmesse tramite il sito ufficiale della società, la pagina facebook e le riunioni con i genitori tenute la sede della società.
  • Tesseramento: l’iscrizione alla Scuola Calcio Piccoli Amici comporta l’automatico tesseramento del bambino alla società S.S. Scarioni 1925 per la stagione sportiva corrente. Come da norme federali, il tesseramento per una società esclude qualsiasi possibilità di aderire e partecipare a eventi sportive provenienti da società esterne a quella per cui si è tesserati. Quindi, per poter partecipare ad attività promosse da altre associazioni o club sportivi facenti parte della stessa federazione (FIGC) è necessario il rilascio del nullaosta da parte della S.S. Scarioni 1925